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Yellen in Cina: tra preoccupazioni commerciali e ricerca di cooperazione

Durante la sua visita in Cina, la Segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, ha espresso preoccupazioni riguardo l’eccesso di capacità manifatturiera della Cina, sottolineando come ciò possa avere ripercussioni negative sull’economia globale. In particolare, Yellen ha evidenziato l’impatto dell’eccessiva produzione cinese in settori come quello dei veicoli elettrici, dei pannelli solari e dei semiconduttori. https://edition.cnn.com/2024/04/04/business/yellen-us-china-economic-relations-hnk-intl/index.html
Ha discusso di queste questioni con rappresentanti cinesi, puntando su aree di cooperazione tra i due paesi nonostante le tensioni esistenti. La visita si colloca in un contesto di sfide economiche interne per la Cina, che punta a una crescita del 5% per il 2024 ma affronta problemi come la crisi immobiliare e la debole domanda interna. Le discussioni di Yellen hanno incluso anche l’importanza di condizioni di parità per le aziende e i lavoratori statunitensi e la necessità di mantenere aperti i canali di comunicazione. Nonostante le divergenze, in particolare sull’eccesso di capacità industriale, la Cina ha respinto le critiche, accusando gli Stati Uniti di doppio standard. Yellen ha preferito un approccio costruttivo, cercando soluzioni che favoriscano entrambe le parti e discutendo questioni come il cambiamento climatico e la cooperazione economica.

La visita di Yellen in Cina evidenzia la complessità delle relazioni sino-americane, in bilico tra la competizione economica e la ricerca di terreno comune su questioni globali come il cambiamento climatico. La discussione sull’eccesso di capacità produttiva cinese rafforza l’immagine di un’economia globale interconnessa, dove le politiche industriali di una grande potenza hanno implicazioni dirette sugli equilibri commerciali e produttivi mondiali. L’approccio costruttivo adottato da Yellen, pur in presenza di significative divergenze, riflette la consapevolezza della necessità di collaborazione su sfide globali condivise, nonostante la rivalità geopolitica. Questa dinamica sottolinea il delicato equilibrio tra competizione e cooperazione che definirà il futuro delle relazioni internazionali, in particolare tra le due maggiori economie mondiali.

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