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Record di esecuzioni capitali in Arabia Saudita

Che l’Arabia Saudita non fosse esattamente un paradiso dei diritti umani era noto da tempo. Ma il record di oltre 300 esecuzioni in meno di un anno nel 2024 aggiunge una nuova macabra nota al curriculum di un regno che non conosce pause quando si tratta di repressione. E non parliamo solo di “crimini più gravi” come omicidi o atti terroristici, ma di reati legati al traffico di droga e persino a vaghe accuse di dissenso politico.

Nel regno di Mohammad bin Salman, la ghigliottina moderna non discrimina: sauditi, stranieri, uomini, donne. Chiunque finisca nel mirino di un sistema giudiziario che Amnesty International e Human Rights Watch definiscono “profondamente carente”, rischia il patibolo. E pazienza se i processi sono farsa, se le confessioni vengono estorte sotto tortura o se le accuse sono volutamente nebulose per impedire ogni possibilità di difesa. La giustizia saudita, più che una questione di legalità, sembra una questione di convenienza politica.

La ripresa delle esecuzioni per reati di droga, dopo tre anni di moratoria, è particolarmente emblematica. Mentre il resto del mondo si muove verso politiche di riduzione del danno e depenalizzazione, Riyad rispolvera il boia per mandare un messaggio: qui si fa come diciamo noi. E non si tratta solo di traffico di sostanze; il messaggio è destinato a chiunque osi dissentire, come dimostrano le esecuzioni di membri della minoranza sciita accusati di partecipare a proteste antigovernative.

Le cifre sono agghiaccianti: più di una esecuzione al giorno, processi sommari e una spettacolare indifferenza per gli standard internazionali sui diritti umani. Ma il silenzio del mondo “libero” è ancora più assordante. Perché, diciamolo chiaramente, l’Arabia Saudita non è un regime qualunque. È il regno che vende petrolio, compra armi e firma contratti miliardari. E così, mentre si condanna l’Iran o la Corea del Nord per violazioni dei diritti umani, i boia sauditi continuano indisturbati, protetti da una cortina di ipocrisia internazionale.

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