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“Operazioni Ombra: L’Intricato Caso di Egisto Ott e il Test per l’Intelligence Austriaca”

Il 29 marzo, un venerdì santo, Egisto Ott, un tempo appartenente all’ormai defunto Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione e il Contraterrorismo (BVT) dell’Austria, è stato catturato presso la sua abitazione in Carinzia, regione più a sud dello stato austriaco.
https://it.euronews.com/2024/04/09/austria-arrestato-un-ex-ufficiale-dei-servizi-nuove-prove-sulla-rete-di-spionaggio-russa-i
Negli anni recenti, Ott è stato spesso oggetto di attenzione mediatica per il suo legame con il finanziere in fuga e presunto spia Jan Maršálek, oltre che per presunte condotte inappropriate legate alla conduzione di indagini illecite su individui. Sembrerebbe che Ott abbia tentato di istituire una cellula di intelligence segreta, se non un vero e proprio servizio segreto parallelo, all’interno del ministero degli esteri austriaco. Adesso, l’ex funzionario di polizia e di intelligence è incriminato per abuso d’ufficio e per aver condotto operazioni di spionaggio a danno dell’Austria, l’unico tipo di spionaggio considerato illegale dall’articolo 256 del codice penale austriaco.

L’arresto di Ott segue anni dopo le prime rivelazioni fatte dai partner occidentali dell’Austria, tra cui si presume la Central Intelligence Agency, che risalirebbero a novembre 2017. In quel periodo, Ott avrebbe trasferito materiale classificato dal suo account email di lavoro al suo account Gmail personale. Tuttavia, Peter Gridling, che ha guidato il BVT dal 2008 fino alla sua dissoluzione nel 2021, ha dichiarato recentemente che le indagini successive non hanno portato a risultati utilizzabili in procedimenti penali.
https://tvthek.orf.at/profile/ZIB-2/1211/ZIB-2-vom-03-04-2024/14220562/Ex-BVT-Chef-Gridling-Wenig-ueberrascht-ueber-Ott-Verhaftung/15611971


Tale dichiarazione appare peculiare, considerato che lo stesso Gridling aveva precedentemente presentato denunce contro Ott alla procura statale, un atto improbabile senza prove concrete. Di conseguenza, Ott è stato estromesso dal BVT e trasferito all’Accademia di Polizia austriaca (SIAK), incaricata della formazione degli ufficiali di polizia e della ricerca in materia di sicurezza interna.

Nonostante ciò, come riportato dalla stampa, Ott avrebbe illegalmente mantenuto e utilizzato certi tipi di identificazioni che lo presentavano ancora come un ufficiale di polizia. Si sostiene inoltre che abbia conservato l’accesso a diverse banche dati della polizia e mantenuto una rete di informatori fidati che gli fornivano informazioni.

Questi informatori includerebbero contatti in servizi di polizia esteri alleati, conosciuti da Ott durante il suo servizio come ufficiale di collegamento in Italia e Turchia. Questi contatti non erano al corrente della rimozione di Ott dal BVT per sospetti sulla sua affidabilità e per il potenziale rischio che lavorasse per la Russia. Hanno pertanto continuato a supportarlo su richiesta. Ott avrebbe ingannato questi contatti dicendo di necessitare informazioni su casi di vari estremismi. Emerse dal mandato di arresto, diverse persone segnalate da Ott come “sospette” in indagini terroristiche erano in realtà dissidenti russi o disertori dell’intelligence che vivevano protetti in Austria e altrove fuori dalla Russia.

Sembra plausibile che Ott avesse anche alleati all’interno della burocrazia austriaca, inclusi ex colleghi del BVT, che hanno continuato a fornirgli informazioni e assistenza dopo le accuse iniziali emerse nel 2017. Fino ad ora, si è scoperto che almeno un altro ufficiale del LVT Vienna (l’unità statale del BVT) ha fornito illegalmente informazioni a Ott. Data l’ampiezza delle attività note di Ott, è probabile che altre persone siano coinvolte. Resta incerto se questi individui siano stati in grado di integrarsi nell’agenzia successiva al BVT, la nuova Direzione per la Protezione dello Stato e l’Intelligence (DSN).

Le autorità austriache hanno inizialmente arrestato Ott nel 2021, con l’accusa di accesso illegale a informazioni di intelligence e divulgazione di segreti di stato. Fu tuttavia rilasciato dopo che il tribunale stabilì che non vi erano basi legali sufficienti per una detenzione preventiva, in particolare per il rischio di ostruzione alla giustizia o di reiterazione del reato. Questa decisione sembra essere stata una sottovalutazione. L’arresto più recente di Ott è stato effettuato dopo la divulgazione di prove da parte delle autorità britanniche, che includevano chat online tra Jan Maršálek e Orlin Roussev, presunto capo di una rete di spionaggio russa. Insieme ad altre prove, queste conversazioni suggeriscono che Ott abbia collaborato per individuare l’abitazione di Christo Grozev, un giornalista investigativo bulgaro residente a Vienna in quel periodo. Successivamente, furono rubati dal suo appartamento un laptop e almeno una chiavetta USB. Grozev si trasferì poi a Londra, dichiarando di non sentirsi più al sicuro in Austria.

Si presume inoltre che Ott abbia agito contro gli interessi austriaci vendendo al Servizio Federale di Sicurezza della Russia (FSB) i dati dei telefoni cellulari di tre alti funzionari del Ministero dell’Interno, inclusi il capo dello staff del ministro e i consiglieri per gli affari di polizia e asilo. Questi telefoni furono danneggiati durante un incidente in canoa durante un’escursione di gruppo, ironicamente causato dalla responsabile delle relazioni con la stampa del ministro, che è la moglie dell’att uale cancelliere dell’Austria. I dispositivi danneggiati furono portati a un tecnico del BVT da uno dei proprietari per un tentativo di riparazione. Il tecnico informò i vertici del ministero che i dispositivi erano irrecuperabili e che erano stati distrutti secondo i protocolli di sicurezza, affermazione poi rivelatasi falsa, poiché sembra che i telefoni siano stati effettivamente consegnati a Ott. Pare anche che Ott abbia orchestrato la vendita di un laptop SINA-workstation, dotato di tecnologia tedesca d’avanguardia e utilizzato regolarmente dai servizi di intelligence e dall’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) per la sicurezza dei dati. Al momento del suo arresto, le autorità hanno trovato altri due laptop di questo tipo in possesso di Ott.

Questo scandalo cade in un momento delicato per il governo austriaco e il suo rinnovato servizio di intelligence interno, la DSN, che è diventata operativa solo a dicembre del 2021. La nascita della DSN segue una serie di fallimenti e scandali presumibili, nonché l’attacco terroristico del 2 novembre 2020 a Vienna, che ha causato quattro morti e più di venti feriti. Questi eventi hanno minato la fiducia del pubblico austriaco nel BVT e danneggiato la sua reputazione internazionale, portando a una serie di riforme culminate nella creazione della DSN.

Le accuse pubbliche contro Ott riguardano principalmente fatti passati e problemi associati al vecchio BVT, ma i dettagli rivelati — in particolare riguardo alla durata delle indagini e all’apparente incapacità di fermare la condivisione di informazioni e altre attività presumibilmente illegali da parte di Ott, che risalgono almeno al 2017 — lanciano ombre sulla capacità dell’Austria di monitorare le operazioni di intelligence sul proprio territorio. Resta da vedere se il Ministero dell’Interno e la DSN riusciranno a convincere i partner internazionali che il caso Ott è un vestigio del passato e che le riforme e le contromisure adottate impediranno futuri disastri simili.

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