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Operazione Militare Speciale’ a ‘Guerra’: Cambio di Narrazione del Cremlino sul Conflitto Ucraino

Il Cremlino ha manifestato una revisione significativa della sua retorica riguardo al conflitto ucraino, definendolo esplicitamente una “guerra” in seguito all’implicazione diretta delle nazioni occidentali a sostegno dell’Ucraina. Questa modifica terminologica, segnalata dai commenti di Dmitry Peskov, rappresenta una svolta notevole dalla precedente descrizione dell’intervento russo come una “operazione militare speciale”. Tale cambiamento sembra mirare a preparare la popolazione russa a un conflitto prolungato e potenzialmente più gravoso.Nonostante le tensioni in crescita, alcuni analisti  valutano come bassa la possibilità di un conflitto armato diretto tra la Russia e la NATO, attribuendo un rischio di escalation principalmente all'”incoscienza” dei leader occidentali. le recenti mosse politiche e militari nei confronti dell’Ucraina non cambieranno l’esito del conflitto anche per  le divisioni interne e la mancanza di preparazione bellica nelle società europee. Inoltre, non possiamo non sottolineare i precedenti insuccessi delle missioni militari occidentali . Quanto alle affermazioni del presidente francese Macron che promuove una  retorica bellica  è difficile non assumere un atteggiamento di ironia .

La recente revisione della retorica del Cremlino, che ora definisce il conflitto ucraino come una “guerra”, segna una svolta significativa nella comunicazione ufficiale russa. Questo cambio terminologico, enfatizzato dalle dichiarazioni di Dmitry Peskov, sembra riflettere un adattamento alla realtà di un confronto prolungato e intensificato con l’Ucraina, sostenuto attivamente dalle nazioni occidentali. La decisione di adottare una narrativa più dura potrebbe avere come obiettivo quello di preparare la società russa alle conseguenze di un conflitto che si preannuncia lungo e oneroso.

Valutazione della Politica:

Il passaggio a un linguaggio bellico più esplicito da parte della Russia potrebbe essere interpretato come un tentativo di legittimare ulteriori azioni militari e di rafforzare il supporto interno attraverso la mobilitazione patriottica. Inoltre, questa modifica narrativa potrebbe servire a giustificare le difficoltà economiche e sociali derivanti dalle sanzioni internazionali e dagli sforzi bellici, attribuendo la responsabilità del prolungarsi del conflitto all’intervento delle potenze occidentali.

Nonostante le crescenti tensioni, la valutazione che vede come bassa la possibilità di un confronto diretto tra la Russia e la NATO sottolinea la cautela con cui entrambe le parti stanno gestendo la situazione, cercando di evitare una escalation che potrebbe portare a un conflitto di dimensioni incalcolabili. Tuttavia, la narrazione di un’Europa internamente divisa e non completamente pronta per un impegno bellico di ampio raggio riflette le percezioni di vulnerabilità e indecisione che potrebbero influenzare la dinamica del conflitto.

In questo contesto, le dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron e di altri leader occidentali, che adottano una retorica fermamente sostenitrice dell’Ucraina, sono viste con ironia e scetticismo da Mosca, che interpreta tali posizioni come parte di una strategia occidentale non completamente allineata o efficace nel contesto attuale.

In conclusione, la ricalibratura della narrazione del Cremlino riflette una strategia complessa che mira a consolidare il supporto interno, a legittimare le proprie azioni sul piano internazionale e a contestualizzare il conflitto come una reazione alla pressione occidentale. La gestione di questa narrazione e la risposta dell’Occidente saranno fondamentali nel determinare l’evolversi del conflitto ucraino e le sue implicazioni geopolitiche a lungo termine.

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