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Note sull’ Isis -K

L’uso da parte dell’ISIS-K di un canale crittografato su Telegram per rivendicare l’attentato a Mosca non ha sorpreso i servizi d’intelligence occidentali. Nonostante la riluttanza di Vladimir Putin e dei servizi di sicurezza russi a menzionare il comunicato, è tramite questi canali che il gruppo annuncia spesso i suoi attacchi, sempre più violenti. Questo gruppo rappresenta la tattica di espansione regionale adottata dal movimento jihadista a seguito della perdita delle sue basi in Iraq e Siria, beneficiando dell’instabilità nell’area che comprende Afghanistan e Pakistan. Secondo un rapporto dell’ONU del luglio 2021, il numero di combattenti dell’ISIS in Afghanistan varia da poche centinaia a diverse migliaia, con la presenza del gruppo nella regione del Khorasan (che si estende tra Iran, Afghanistan, Pakistan e Turkmenistan) confermata dal 2015.

L’avanzata dei taliban nell’estate del 2021 ha limitato l’area di operazioni dell’ISIS-K in Afghanistan, ma non la sua capacità di orchestrare attacchi, espandendo le sue basi anche in altri paesi dell’Asia centrale. La preoccupazione di Putin riguardo le ambizioni jihadiste in Afghanistan e la loro esperienza di combattimento in Iraq e Siria era evidente già nel 2021. L’ISIS-K ha inizialmente raccolto supporto da ribelli che si sono distaccati dai taliban e da gruppi radicali attivi al confine con il Pakistan, consolidando la sua presenza in aree come il distretto montuoso di Achin, nella provincia di Nangarhar.

I conflitti con i taliban sono diventati più frequenti dopo la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi nel 2019, con l’ISIS che ha esteso le sue operazioni in Asia centrale. Nel novembre 2020, oltre mille persone dalle zone controllate dall’ISIS nel nord-est dell’Afghanistan si sono arrese alle autorità, tra queste vi erano cittadini di diversi paesi, dimostrando l’ampia portata del reclutamento del gruppo.

Gli scontri con i taliban hanno segnato la regione, come dimostra l’attacco a una prigione in Tagikistan nel maggio 2019 e l’azione dei taliban contro un campo di addestramento dell’ISIS nel 2018. Dal 2021, l’ISIS-K ha continuato a lanciare attacchi in Afghanistan, prendendo di mira in particolare la comunità sciita hazara, e rivendicando azioni contro figure di alto profilo come l’omicidio del governatore della provincia di Balkh nel marzo 2023.

L’attacco dell’ISIS-K all’ambasciata russa a Kabul nel settembre 2022 ha evidenziato l’intento del gruppo di mettere sotto pressione le relazioni tra i taliban e i loro alleati internazionali, sfruttando la posizione relativamente meno difesa della Russia rispetto a Europa e Stati Uniti. Sebbene la capacità dell’ISIS di operare in Europa sia stata considerata limitata, l’evoluzione del ramo afgano dell’organizzazione ha portato a un cambiamento, come dimostrato dagli arresti in Germania, Paesi Bassi e Belgio nel luglio 2023 di terroristi in contatto con l’ISIS-K. Questi eventi sottolineano la capacità dell’ISIS-K di colpire sia nel suo ambito regionale sia oltre, come nel caso dell’attentato in Iran a gennaio, che ha causato oltre novanta vittime.
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