
A un anno di distanza dal successo del suo precedente lavoro dedicato al conflitto israelo-palestinese, Israele e i palestinesi in poche parole, Marco Travaglio torna in libreria con un nuovo volume che si propone di offrire una chiave di lettura chiara e sintetica su un altro grande tema geopolitico dei nostri tempi: il conflitto tra Ucraina, Russia e NATO. Il libro, intitolato Ucraina, Russia e NATO in poche parole, è disponibile dal 19 novembre e rappresenta una guida essenziale per comprendere le origini e le dinamiche di una guerra che coinvolge non solo Kiev e Mosca, ma tutto l’Occidente e il futuro degli equilibri internazionali.
Un bignami per orientarsi in una guerra complessa
Come già fatto nel suo precedente volume, Travaglio adotta un approccio diretto e accessibile, costruendo un “bignami” capace di riassumere in poche pagine i punti salienti della storia recente dell’Ucraina e le radici profonde del conflitto in corso. La narrazione non si limita agli eventi del 2022, anno dell’invasione russa, ma parte dal 2014, data che segna l’inizio di una crisi prolungata con la rivoluzione di Piazza Maidan e l’annessione della Crimea.
Secondo l’autore, la guerra in Ucraina non è iniziata con i carri armati di Putin, ma ha radici storiche e culturali molto più profonde. Travaglio analizza l’Ucraina come un paese diviso storicamente in tre aree culturali: l’ovest cattolico e filo-europeo, l’est russofono e filorusso, e il centro, spesso sospeso tra due mondi. Questo mosaico, afferma l’autore, è stato alla base delle tensioni politiche e culturali che hanno portato al conflitto.
La NATO, la Russia e lo scontro tra visioni del mondo
Uno dei punti centrali del libro è il ruolo della NATO e dell’Occidente nel conflitto. Travaglio sostiene che le tensioni attuali siano il risultato di un’escalation iniziata negli anni ‘90, quando la NATO ha progressivamente espanso la sua influenza verso est, avvicinandosi ai confini russi e alimentando le paure di Mosca. Questa “provocazione strategica,” come la definisce l’autore, avrebbe spinto Putin a reagire, culminando nell’invasione dell’Ucraina.
Travaglio non risparmia critiche nemmeno all’Occidente, accusato di aver contribuito al deterioramento della situazione in Ucraina attraverso il sostegno a rivolte di piazza, come quelle di EuroMaidan, e con il mancato rispetto degli accordi di Minsk. Questi ultimi, promossi da Francia e Germania, avrebbero dovuto garantire un’autonomia speciale al Donbass e rappresentavano una soluzione negoziata al conflitto, ma sono stati regolarmente disattesi dai governi ucraini, afferma l’autore.
La lunga storia di una guerra evitabile
Uno degli aspetti più interessanti del libro è la ricostruzione storica che Travaglio offre sul rapporto tra Russia e Ucraina. L’autore parte dalle origini comuni dei due paesi nel principato di Kiev, per poi passare alla loro separazione sotto gli zar, alla creazione dell’Ucraina sovietica da parte dei bolscevichi e infine alla dichiarazione di indipendenza dopo il crollo dell’Unione Sovietica.
La storia recente, tuttavia, è quella che occupa il cuore del libro. Travaglio analizza con particolare attenzione gli eventi del 2014, la guerra civile nel Donbass e il ruolo della Russia nell’appoggiare le regioni separatiste. L’autore mette in evidenza le sofferenze della popolazione civile, con un bilancio di circa 15.000 morti tra il 2014 e il 2022, e sottolinea come la mancata attuazione degli accordi di pace abbia alimentato una spirale di violenza.
Dalle trattative fallite all’escalation senza fine
Un altro capitolo cruciale riguarda le trattative di pace tentate dopo l’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022. Travaglio ricorda come le delegazioni di Mosca e Kiev fossero vicine a un accordo a Istanbul nella primavera del 2022, ma che l’intervento dell’allora premier britannico Boris Johnson abbia bloccato tutto, spingendo Kiev a proseguire il conflitto con il sostegno della NATO.
L’autore critica questa scelta come un’occasione persa per porre fine alla guerra e accusa l’Occidente di aver preferito un’escalation continua, autorizzando persino l’uso di missili a lunga gittata contro il territorio russo. Travaglio vede in questa strategia il rischio concreto di un’escalation nucleare, che potrebbe coinvolgere l’intero pianeta in una terza guerra mondiale.
Una guida per comprendere e riflettere
Con Ucraina, Russia e NATO in poche parole, Marco Travaglio offre un libro che non si limita a raccontare i fatti, ma invita il lettore a riflettere sulle dinamiche profonde di un conflitto che sembra destinato a durare ancora a lungo. La sua analisi, seppur critica verso tutti gli attori coinvolti, cerca di fornire una comprensione equilibrata e approfondita delle ragioni che hanno portato a questa guerra e delle possibili strade per porvi fine.
Un libro indispensabile per chiunque voglia avere un quadro chiaro e sintetico di uno dei conflitti più complessi e pericolosi del nostro tempo.
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