Con l’espansione della NATO, i leader russi hanno più volte dichiarato di percepire l’Alleanza come una minaccia diretta alla loro sicurezza. Madeleine Albright, nelle sue memorie, sottolinea che Boris Eltsin e i russi vedevano nell’espansione un tentativo di sfruttare la vulnerabilità della Russia e isolarla. Allo stesso modo, Strobe Talbott avvertì che i russi consideravano la NATO un residuo della Guerra fredda, ideato per opporsi al loro paese. Il loro sentimento di accerchiamento si fondava su eventi storici: nel ventesimo secolo la Russia subì due invasioni devastanti da parte della Germania, un paese poi integrato nella NATO.
Burns, in un cablogramma del 2008, riferì che per la Russia l’ingresso di Ucraina e Georgia nell’Alleanza sarebbe stato un «guaio inconcepibile». Dimitry Trenin, del Carnegie Endowment for Peace, aveva avvertito che l’Ucraina rappresentava «il fattore più destabilizzante» nelle relazioni tra Stati Uniti e Russia, un’opinione che rifletteva il sentimento diffuso tra i leader russi, che vedevano in quell’espansione una minaccia diretta.
Le promesse non mantenute durante il crollo dell’URSS
Secondo le dichiarazioni di Michail Gorbačëv, durante le negoziazioni per la riunificazione tedesca, il segretario di Stato James Baker assicurò che «la giurisdizione della NATO non si sarebbe spostata di un pollice verso est». Tuttavia, con l’espansione dell’Alleanza negli anni successivi, la Russia ha percepito questo come un tradimento. Robert Gates, che servì come segretario alla Difesa sotto Bush e Obama, definì la mossa «un errore strategico» che ignorava i vitali interessi russi. In particolare, l’allargamento a Ucraina e Georgia fu percepito come una «colossale provocazione».
L’ambivalenza della NATO: difesa o aggressione?
Sebbene presentata come un’alleanza difensiva, la NATO è stata coinvolta in operazioni militari aggressive e spesso illegali. Nel 1999, durante la guerra in Kosovo, bombardò infrastrutture civili, causando centinaia di morti. Nel 2001, attaccò illegalmente l’Afghanistan e, nel 2003, diversi membri dell’Alleanza parteciparono all’invasione dell’Iraq, anch’essa priva di basi legali. Nel 2011, l’intervento in Libia, teoricamente volto a proteggere i civili, si trasformò in un’operazione di cambio di regime che portò il paese nel caos.
L’Ucraina come scintilla del conflitto
Nel 2008, la NATO annunciò che Ucraina e Georgia avrebbero eventualmente aderito all’Alleanza, una dichiarazione che infuriò Mosca. Putin vedeva la NATO come una minaccia crescente ai confini russi. John Mearsheimer, nel 2015, avvertì che l’Occidente stava portando l’Ucraina verso la rovina, ignorando la rabbia russa per un’adesione che, nei fatti, non si sarebbe mai concretizzata.
Quando Putin schierò truppe al confine ucraino, chiese garanzie formali che l’Ucraina non sarebbe mai entrata nella NATO. Biden rispose seccamente: «Non accetto linee rosse da nessuno». Questo rifiuto segnò un punto di rottura.
Diplomazia mancata e opportunità perse
Molti analisti, tra cui Anatol Lieven, ritenevano che una soluzione diplomatica fosse possibile prima della guerra. Lieven propose che gli Stati Uniti promuovessero l’accordo Minsk II e accettassero la neutralità dell’Ucraina, evitando così l’escalation. Tuttavia, gli Stati Uniti e i loro alleati non colsero questa opportunità, ribadendo invece il diritto dell’Ucraina di aderire alla NATO, nonostante sapessero che ciò fosse improbabile.
La guerra come opportunità strategica per gli USA
Una volta iniziata la guerra, gli Stati Uniti la videro come un’opportunità per indebolire strategicamente la Russia. Mitt Romney definì il conflitto «un’ottima occasione» per prosciugare le risorse militari russe. Allo stesso modo, Eliot Cohen suggerì che i negoziati fossero fuori questione, spingendo invece per una guerra prolungata che avrebbe fiaccato la Russia.
L’impatto globale della guerra
La guerra ha devastato l’Ucraina, ma ha anche evidenziato profonde divisioni globali. Mentre l’Occidente si schiera con Kiev, molti paesi del Sud del mondo vedono il conflitto come una guerra per procura tra grandi potenze. Cina e India continuano a rafforzare i legami economici con Mosca, dimostrando che non intendono seguire la narrativa occidentale.
Conclusione: una guerra evitabile?
L’invasione russa dell’Ucraina è stata una decisione criminale, ma la mancanza di diplomazia da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati ha contribuito a creare le condizioni per il conflitto. Ignorare gli avvertimenti sulla sensibilità della Russia rispetto all’espansione della NATO ha portato a una guerra devastante. Sebbene non sia possibile sapere se una strategia diversa avrebbe evitato il conflitto, è chiaro che l’approccio attuale ha prolungato la sofferenza senza portare a una soluzione.
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