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L’Entrata di Xiaomi nella Guerra dei Prezzi dei Veicoli Elettrici in Cina

Xiaomi, principalmente noto come produttore di smartphone, ha fatto il suo ingresso nel settore dei veicoli elettrici con il lancio del suo primo modello, l’SU7, il 28 marzo 2024. https://www.scmp.com/business/china-business/article/3258134/xiaomis-maiden-ev-selling-loss-turbocharges-price-war-forcing-chinas-small-players-out-business?utm_source=cm&utm_medium=txn&utm_campaign=enlz-NOT-Follow&utm_content=20240408_daily5&d=d4d5b54d-d74b-45a8-b097-6cd89f5d2c4c
Questo passo rappresenta un’espansione significativa delle operazioni di Xiaomi, mirando a diversificare le sue attività. Il lancio dell’SU7 ha intensificato la già feroce guerra dei prezzi nel settore dei veicoli elettrici in Cina, mettendo sotto pressione i margini di profitto degli altri produttori. Con più di 40.000 ordini bloccati, le tre varianti dell’SU7 sono state proposte a prezzi competitivi rispettivamente di 215.900 yuan ($29.850), 245.900 yuan e 299.900 yuan, costringendo altri produttori di veicoli elettrici a rivedere le loro strategie di prezzatura.

Valutazione Geopolitica: L’ingresso di Xiaomi nel settore dei veicoli elettrici e l’impatto che ha avuto sulla guerra dei prezzi riflettono dinamiche economiche interne alla Cina che possono avere implicazioni geopolitiche. Da un lato, questa mossa dimostra l’ambizione della Cina di dominare il mercato globale dei veicoli elettrici, sostenendo la transizione verso fonti di energia più pulite in linea con gli obiettivi globali di riduzione delle emissioni. Dall’altro, la pressione esercitata sui piccoli produttori cinesi potrebbe portare a una consolidazione del settore, con pochi grandi giocatori che dominano il mercato. Questo potrebbe aumentare l’influenza della Cina nel settore dei veicoli elettrici a livello internazionale, ma anche limitare la diversità e l’innovazione nel lungo termine. Inoltre, la capacità della Cina di produrre veicoli elettrici a costi competitivi potrebbe rafforzare le sue catene di approvvigionamento globali, aumentando la dipendenza di altri paesi dalle tecnologie e dai prodotti cinesi, con conseguenti implicazioni strategiche per il commercio globale e la sicurezza energetica.

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