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Le fughe di notizie svelano il Progetto Alchemy: una cellula segreta britannica per prolungare la guerra in Ucraina

Recenti rivelazioni hanno gettato luce su una struttura segreta del Ministero della Difesa britannico, denominata Progetto Alchemy, che avrebbe lavorato per intensificare e prolungare il conflitto in Ucraina con azioni mirate a colpire direttamente la Russia. Le informazioni, ottenute e analizzate da The Grayzone, delineano un complesso piano di guerra ibrida condotto da veterani militari e figure dell’intelligence, apparentemente volto a mantenere l’Ucraina in lotta contro la Russia “a qualsiasi costo”.

Gli obiettivi del Progetto Alchemy

Creato poco dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, il Progetto Alchemy si è proposto di minare la posizione strategica della Russia attraverso una serie di operazioni segrete. Le sue attività includevano attacchi informatici, sabotaggi, azioni terroristiche e persino la formazione di forze partigiane ucraine in stile stay-behind, ispirate alla rete clandestina della NATO nota come Operazione Gladio.

Un punto centrale delle operazioni era il sabotaggio del ponte di Kerch, che collega la Crimea alla Russia continentale. L’attentato, secondo le fughe di notizie, avrebbe portato a una dura risposta russa, con massicci attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine. Questo tipo di azioni, seppur apparentemente progettate per destabilizzare Mosca, hanno spesso avuto ripercussioni devastanti per l’Ucraina stessa.

Operazioni “discrete” e uso della legge

I documenti trapelati rivelano che i membri del Progetto Alchemy erano consapevoli di spingersi oltre i limiti della legalità. Tuttavia, si proponeva di “usare creativamente la legge”, rimuovendo eventuali restrizioni legali per consentire operazioni “negabili” contro la Russia. La strategia includeva anche la costruzione di un esercito segreto composto da forze ucraine addestrate per missioni di sabotaggio e assassinio dietro le linee nemiche.

Parallelamente, il Progetto Alchemy suggeriva l’uso di società militari private britanniche per emulare il modello del gruppo Wagner russo, proponendo di equipaggiarle con armamenti sofisticati e schierarle per supportare le forze ucraine. Tali operazioni sarebbero state condotte sotto “copertura discreta” per evitare di attivare l’Articolo 5 della NATO.

Manipolazione dell’opinione pubblica e controllo dell’informazione

Un altro aspetto del piano prevedeva la manipolazione dell’opinione pubblica britannica e internazionale per mantenere il sostegno alla guerra per procura contro la Russia. Questo includeva operazioni di propaganda interna e campagne per censurare i media indipendenti, tra cui proprio The Grayzone. Il gruppo proponeva di “perseguitare aggressivamente” queste piattaforme, utilizzando azioni legali e pressioni sui social media per limitarne la visibilità e costringerle alla chiusura.

Una guerra lunga e i suoi rischi

Il Progetto Alchemy operava sotto l’assunto che una guerra prolungata avrebbe eroso la credibilità internazionale di Vladimir Putin e indebolito il supporto interno al governo russo. Tuttavia, le previsioni del gruppo si sono dimostrate errate: Putin mantiene un forte sostegno in Russia, mentre l’esercito ucraino continua a subire perdite significative nonostante l’assistenza occidentale. Nel frattempo, la strategia britannica ha esposto il Paese a critiche per aver contribuito a intensificare un conflitto che ha avuto gravi conseguenze umanitarie e strategiche.

Conclusioni

Le rivelazioni sul Progetto Alchemy offrono uno sguardo unico e inquietante sulle dinamiche della guerra per procura in Ucraina. Sebbene il governo britannico continui a sostenere ufficialmente Kiev, i dettagli emersi sollevano interrogativi sulla trasparenza e sulla legalità delle sue azioni. Questa strategia, apparentemente volta a “mantenere l’Ucraina in lotta”, sembra aver contribuito più a una pericolosa escalation che a una soluzione sostenibile al conflitto.

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