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La Strategia di Donald Trump: Risolvere il Conflitto Ucraino in 24 Ore?Intervento di Jacques Baud

Donald Trump, in vista delle elezioni presidenziali del 2024, ha più volte ribadito una promessa ambiziosa: porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina in appena 24 ore. Ma quanto è realistica questa affermazione e quali sono le dinamiche geopolitiche che rendono così complessa una soluzione rapida?

  1. Trump e la Promessa di Pace

Durante la sua campagna elettorale, Trump ha sostenuto che se fosse stato ancora presidente, la guerra in Ucraina non sarebbe mai scoppiata. Secondo lui, sarebbe bastato far rispettare gli accordi di Minsk, i quali avevano l’obiettivo di stabilire un cessate il fuoco duraturo e garantire l’autonomia delle regioni separatiste filorusse del Donbass.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tuttavia risposto in modo critico a queste dichiarazioni, affermando che se Trump avesse davvero avuto l’intenzione di risolvere il conflitto, avrebbe potuto farlo durante il suo mandato (2017-2021). La questione solleva interrogativi sul reale impegno degli Stati Uniti sotto la sua presidenza nel prevenire l’escalation attuale.

  1. Le Divergenze tra le Parti in Conflitto

La situazione attuale in Ucraina è caratterizzata da una mancanza di coesione tra i vari attori coinvolti. Da un lato, gli ucraini sembrano determinati a proseguire il conflitto fino a una vittoria completa, rifiutando ogni compromesso che possa legittimare le conquiste territoriali russe. Dall’altro, gli Stati Uniti, seppur formalmente a sostegno dell’Ucraina, stanno iniziando a mostrare segnali di stanchezza e sarebbero favorevoli a una soluzione negoziata.

L’Europa, dal canto suo, appare divisa. L’Unione Europea è formalmente allineata con la posizione americana, ma all’interno dei suoi confini emergono visioni divergenti. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, rappresenta la linea dura e inflessibile verso Mosca, riflettendo una storica diffidenza tedesca nei confronti della Russia. Tuttavia, Paesi come l’Ungheria di Viktor Orbán e la Slovacchia spingono per un approccio più pragmatico, che consideri una possibile soluzione negoziale come l’unica via d’uscita sostenibile.

  1. La Fatica dell’Europa e il Pragmatismo di Trump

Uno degli argomenti principali che Trump ha portato avanti è che il continuo sostegno occidentale all’Ucraina sta esaurendo le risorse europee. Gli aiuti economici e militari inviati a Kiev sono stati ingenti, ma senza un chiaro ritorno in termini di stabilità regionale. Molti Paesi dell’UE si trovano ora in difficoltà economiche, con cittadini sempre più critici verso il sostegno finanziario a un conflitto che sembra senza fine.

Trump, noto per il suo approccio diretto e spesso spregiudicato, è convinto che l’America non abbia un interesse vitale nel continuare a sostenere indefinitamente l’Ucraina. A suo parere, è necessario un intervento deciso per mettere fine alle ostilità, non tanto per amore dell’Ucraina, quanto per evitare che ulteriori risorse americane vengano spese inutilmente. Trump ha spesso dichiarato di voler concentrare gli sforzi sul “fare di nuovo grande l’America”, suggerendo che le priorità degli Stati Uniti dovrebbero essere rivolte all’interno del Paese piuttosto che a sostenere conflitti all’estero.

  1. Le Condizioni per una Negoziato di Pace

Secondo Baud, esperto analista geopolitico, affinché una trattativa di pace sia efficace, devono verificarsi alcune condizioni essenziali:

•   Disponibilità dell’Ucraina a negoziare: Kiev dovrebbe essere pronta ad accettare compromessi difficili, il che al momento appare improbabile dato l’atteggiamento di Zelensky, che continua a chiedere il ritiro totale delle forze russe.
•   Supporto degli Stati Uniti: Essendo i principali sostenitori dell’Ucraina, solo Washington ha il potere di esercitare una pressione significativa su Kiev affinché accetti un compromesso. Finché gli Stati Uniti mantengono una posizione di sostegno incondizionato, la guerra potrebbe continuare.
•   Accettazione da parte degli europei: Anche se gli Stati Uniti fossero favorevoli a una soluzione negoziale, è necessario che gli alleati europei accettino la leadership americana in questo processo. Tuttavia, la mancanza di unità tra i Paesi europei rappresenta un serio ostacolo.
•   Disponibilità russa: La Russia, da parte sua, si è detta aperta a negoziati, ma solo a determinate condizioni che garantiscano il riconoscimento delle sue conquiste territoriali. Mosca ha ripetutamente dichiarato di essere pronta a discutere una soluzione, ma resta inflessibile sul riconoscimento del controllo sul Donbass e sulla Crimea.
  1. Conclusioni: Una Pace Improbabile ma Necessaria

La realtà sul campo suggerisce che il conflitto ucraino non potrà essere risolto con una soluzione rapida come promette Trump. Tuttavia, la sua candidatura e il possibile ritorno alla Casa Bianca potrebbero cambiare le carte in tavola. Trump ha dimostrato in passato una certa propensione al dialogo con la Russia, e potrebbe essere disposto a fare concessioni che l’attuale amministrazione Biden non prenderebbe in considerazione.

Il vero problema, tuttavia, rimane la volontà degli attori coinvolti di sedersi al tavolo delle trattative. Finché l’Ucraina continuerà a puntare sulla vittoria militare e l’Europa non troverà un consenso interno, ogni tentativo di negoziato rischia di fallire. In questo contesto, Trump potrebbe davvero rappresentare una svolta, ma solo se riuscirà a ottenere il sostegno necessario sia in patria che tra gli alleati occidentali.

Resta da vedere se una volta tornato al potere, Trump sarà in grado di mantenere la sua promessa di porre fine al conflitto in 24 ore o se questa si rivelerà solo una mossa elettorale senza un reale fondamento strategico.

Autore: Analisi di geopolitica e conflitti internazionali.

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