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La Russia e l’Africa

Viktor Lukovenko, ex agente della rete di propaganda di Evgenij Prigožin e capo della compagnia militare privata Wagner, scomparso nell’agosto 2023, continua a viaggiare attraverso l’Africa, visitando stati politicamente instabili per conto dell’African initiative, una struttura creata a Mosca nel settembre 2023. Questa agenzia si propone come un’agenzia di stampa specializzata negli eventi africani, focalizzata sulla lotta contro il neocolonialismo e le attività russe nel continente, includendo militari, imprenditori, medici e giornalisti.

L’African initiative è accusata dal dipartimento di stato americano di diffondere disinformazione, con campagne che ricordano le tattiche della propaganda sovietica degli anni ottanta, come quella che diffondeva la teoria del complotto sull’AIDS. Artëm Kureev, direttore dell’agenzia, nega queste accuse, sostenendo l’impossibilità di lavorare contemporaneamente per l’intelligence russa data la sua visibilità pubblica.

L’organizzazione si è inoltre mossa per consolidare l’influenza russa in Africa dopo la morte di Prigožin, assumendo ex impiegati di Wagner e lavorando per rafforzare l’immagine della Russia e denigrare quella di altri paesi, attraverso il reclutamento di giornalisti e blogger africani. In particolare, l’African initiative ha annunciato l’arrivo di specialisti militari russi a Ouagadougou, Burkina Faso, e ha promosso eventi culturali e sportivi per favorire i legami tra i popoli russo e burkinabé.

Dopo la morte di Prigožin, l’approccio russo sembra entrare in una seconda fase di influenza in Africa, replicando le strategie precedenti ma con una maggiore apertura rispetto ai legami ufficiali, diversamente da quanto faceva Wagner, indicando un rinnovato e più esplicito impegno nelle ambizioni africane di Mosca.

Tutto ciò dimostra la raffinatezza del soft power russo e, nello specifico, evidenzia l’uso sofisticato degli strumenti della guerra psicologica per manipolare e orientare l’opinione pubblica. È certamente paradossale che la Francia, pur disponendo dei suoi servizi di sicurezza e della letteratura specializzata prodotta da istituti prestigiosi sulle tecniche di propaganda sovietiche durante la guerra fredda fino ai giorni nostri, non sia stata in grado di mettere in atto contromisure efficaci e adeguate.

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