
Introduzione
Éric Denécé, direttore del Centre Français de Recherche sur le Renseignement (CF2R), ha recentemente condiviso su Omerta TV una serie di riflessioni sulla guerra in Ucraina, delineando una situazione che definisce come una “disfatta strategica” per il governo di Kiev. Secondo Denécé, l’offensiva ucraina del 6 agosto nell’oblast di Kursk, nonostante il clamore mediatico, rappresenta un errore strategico che rischia di portare a un crollo definitivo delle difese ucraine.
Un Successo Tattico ma un Errore Strategico
Denécé ha spiegato che l’attacco ucraino, pur ottenendo un momentaneo successo tattico, non cambierà le sorti del conflitto a lungo termine. L’operazione, sostenuta in gran parte dall’intelligence e dalla logistica americana, secondo Denécé, è paragonabile ai raid dei commando britannici durante la Seconda Guerra Mondiale. Sebbene questi attacchi abbiano avuto un effetto psicologico, non hanno apportato vantaggi strategici significativi. Allo stesso modo, l’operazione ucraina sembra avere più un valore simbolico che una reale efficacia militare.
Secondo Denécé, l’offensiva ha esposto le truppe ucraine a un contrattacco russo devastante. Una volta penetrato in territorio russo, l’esercito ucraino ha dovuto concentrarsi per avanzare, diventando però vulnerabile agli attacchi russi. “È solo una questione di giorni o settimane prima che l’offensiva ucraina venga respinta con pesanti perdite”, ha affermato Denécé.
Il Donbas: L’Avanzata Russa e il Logoramento delle Forze Ucraine
Un altro punto centrale dell’analisi di Denécé riguarda l’andamento delle operazioni nel Donbas. Mentre l’Ucraina ha concentrato le proprie risorse per l’offensiva nel Kursk, le forze russe hanno continuato a consolidare le loro posizioni nel Donbas. Denécé sottolinea che l’esercito russo procede con cautela per risparmiare uomini e risorse, avanzando solo dopo aver consolidato le conquiste territoriali. Al contrario, l’esercito ucraino appare sempre più logorato, con un numero crescente di diserzioni e una capacità di combattimento in calo.
Le Pressioni Interne sull’Ucraina
Secondo Denécé, le difficoltà militari stanno esacerbando le tensioni politiche all’interno dell’Ucraina. L’opposizione a Zelensky sta crescendo, con critiche sempre più aspre anche da parte di figure politiche e commentatori ucraini. L’offensiva nel Kursk, che doveva essere un’operazione dimostrativa per mantenere alto il morale, rischia di peggiorare la situazione, poiché ha inasprito ulteriormente le relazioni con Mosca.
Il Ruolo degli Stati Uniti: Una Guerra Per Procura
Denécé non ha esitato a sottolineare come questa guerra sia, in realtà, un conflitto tra Stati Uniti e Russia, combattuto attraverso l’Ucraina. Washington, secondo l’analista, è interessata a prolungare il conflitto per indebolire la Russia e preservare la propria influenza in Europa. Tuttavia, all’interno dell’amministrazione americana vi sono divergenze significative tra il Dipartimento di Stato, la CIA, il Pentagono e i neoconservatori. Queste divisioni influenzano direttamente le decisioni prese sul campo, complicando ulteriormente la situazione per Kiev.
La Questione di Nord Stream e il Deterioramento delle Relazioni con l’Occidente
Denécé ha commentato anche l’articolo del Wall Street Journal che attribuisce all’Ucraina la responsabilità del sabotaggio del gasdotto Nord Stream. L’analista francese ritiene poco plausibile che l’Ucraina, con mezzi limitati, abbia potuto compiere un’operazione di tale portata senza il coinvolgimento di potenze maggiori. Denécé vede questa narrazione come parte di una strategia di disinformazione orchestrata dagli Stati Uniti e dalla Germania per deviare l’attenzione dalla loro possibile complicità.
Inoltre, il crescente scetticismo nei confronti di Zelensky da parte di Germania e Stati Uniti potrebbe preludere a un cambiamento di rotta nelle relazioni con Kiev. Denécé ha evidenziato come Berlino stia già riducendo il proprio supporto finanziario all’Ucraina e come Washington stia valutando possibili alternative per non compromettere ulteriormente i propri interessi strategici.
Conclusione
L’analisi di Éric Denécé dipinge un quadro complesso e preoccupante per l’Ucraina. Mentre Kiev tenta disperatamente di mantenere il sostegno occidentale, la realtà sul campo sembra volgere sempre più a favore della Russia. Con un esercito logorato, un’opposizione politica in crescita e un sostegno internazionale sempre più incerto, l’Ucraina rischia di trovarsi in una posizione insostenibile.
Secondo Denécé, il vero vincitore di questa guerra sarà chi saprà resistere più a lungo, e al momento, la Russia appare in una posizione di vantaggio strategico. La domanda rimane se Kiev e i suoi alleati occidentali riusciranno a trovare una soluzione diplomatica prima che la situazione degeneri ulteriormente, o se l’ostinazione a proseguire il conflitto porterà a un’ulteriore escalation dalle conseguenze imprevedibili.
In sintesi, le riflessioni di Denécé suggeriscono che, nonostante i successi tattici ottenuti sul campo, l’Ucraina stia rapidamente avvicinandosi a una disfatta strategica che potrebbe cambiare drasticamente gli equilibri di potere nella regione.
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