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Intervista a Noam Chomsky: Smontare l’Impero Americano – A cura di Matt Kennard

Nel maggio del 2023, ho avuto il privilegio di incontrare Noam Chomsky, considerato uno dei più influenti intellettuali viventi, per una conversazione approfondita sui temi centrali del mio ultimo libro, The Racket: A Rogue Reporter vs the American Empire. In questa lunga intervista, Chomsky ha condiviso il suo punto di vista su una vasta gamma di questioni che spaziano dalla politica estera degli Stati Uniti, al ruolo della stampa, fino ai temi di giustizia sociale. Di seguito, vi presento un resoconto dettagliato della nostra conversazione.

  1. Il Financial Times: Un Faro di Verità nell’Ecosistema Mediatico?

In apertura, ho chiesto a Chomsky cosa pensasse del Financial Times, considerando che, a differenza di molti altri media mainstream, sembra fornire un resoconto più accurato della realtà. Chomsky ha risposto che, nonostante le pagine editoriali siano comunque influenzate da un certo orientamento ideologico, il Financial Times tende ad essere più obiettivo nei suoi reportage economici rispetto ad altri giornali come il Wall Street Journal. Secondo Chomsky, la stampa economica è spesso costretta a mantenere una certa accuratezza poiché le élite economiche e imprenditoriali, che gestiscono gran parte del mondo, devono comprendere realmente le dinamiche globali per prendere decisioni informate. Tuttavia, questa sincerità si limita alle questioni che non minano gli interessi fondamentali delle élite.

  1. Haiti: Un Esempio Eclatante di Imperialismo USA

Uno degli episodi più significativi che abbiamo discusso riguarda Haiti. Chomsky ha ricordato come, dal 1804, gli Stati Uniti abbiano costantemente ostacolato la nazione haitiana, colpevole di aver abolito la schiavitù e di essere diventata la prima repubblica nera libera nell’emisfero occidentale. Gli Stati Uniti rifiutarono persino di riconoscere Haiti fino al 1862, temendo che il suo esempio potesse influenzare gli schiavi afroamericani.

Chomsky ha spiegato che, dopo il devastante terremoto del 2010, gli Stati Uniti sfruttarono la tragedia per riaffermare il loro controllo sul paese. Gli aiuti internazionali, destinati alla ricostruzione, furono in gran parte deviati verso organizzazioni americane e aziende private, mentre il popolo haitiano rimase abbandonato alla miseria. Gli Stati Uniti hanno imposto ad Haiti programmi economici draconiani che hanno distrutto l’agricoltura locale, come la liberalizzazione delle importazioni di riso americano sovvenzionato, che ha annientato i produttori haitiani.

Chomsky ha anche denunciato il ruolo della Francia, che nel XIX secolo costrinse Haiti a pagare un’indennità astronomica per il “crimine” di aver liberato gli schiavi. Tale debito soffocò l’economia haitiana per più di un secolo, impedendone lo sviluppo.

  1. Turchia e la Guerra ai Curdi: Un Genocidio Silenzioso con il Sostegno degli Stati Uniti

Passando al conflitto curdo, Chomsky ha raccontato come negli anni ‘90, sotto l’amministrazione Clinton, gli Stati Uniti abbiano fornito alla Turchia il 80% delle armi usate per reprimere brutalmente la popolazione curda. In quegli anni, decine di migliaia di curdi furono uccisi, migliaia di villaggi distrutti, e centinaia di migliaia di persone furono costrette a fuggire nelle baraccopoli di Istanbul. Nonostante l’evidenza dei crimini, la stampa americana rimase in gran parte in silenzio.

Chomsky ha sottolineato che, sebbene la repressione si sia leggermente attenuata nei primi anni del XXI secolo, la situazione è di nuovo degenerata con l’ascesa al potere di Erdoğan. Il governo turco ha intensificato gli attacchi contro le aree curde in Siria, che avevano creato una società relativamente libera nel mezzo della guerra civile siriana.

  1. Palestina: L’Occupazione Continua con il Supporto Incondizionato degli USA

Chomsky ha parlato dell’occupazione israeliana della Palestina come di una delle più lunghe e brutali nella storia moderna. Ha descritto Gaza come una prigione a cielo aperto, dove due milioni di persone vivono in condizioni disumane. La Cisgiordania è stata progressivamente frammentata in oltre 160 piccole enclavi palestinesi, isolate dai coloni e dall’esercito israeliano.

Chomsky ha ricordato come gli Stati Uniti abbiano posto il veto a numerose risoluzioni delle Nazioni Unite che condannavano l’occupazione israeliana, garantendo a Israele il sostegno militare ed economico necessario per proseguire nelle sue politiche di annessione.

  1. La Guerra alla Droga in America Latina: Un Pretesto per l’Intervento

Chomsky ha criticato la cosiddetta guerra alla droga come una copertura per gli interventi imperialisti degli Stati Uniti in America Latina. Ha descritto il caso dell’Honduras, dove il colpo di stato del 2009, sostenuto dall’amministrazione Obama-Clinton, ha portato a un regime di terrore. Le carovane di migranti che fuggono dalla violenza in Honduras sono il risultato diretto delle politiche americane, che continuano a finanziare l’esercito honduregno nonostante i suoi legami con i cartelli della droga.

In Colombia, la guerra chimica condotta dagli Stati Uniti per distruggere le coltivazioni di coca ha avuto effetti devastanti sulla popolazione rurale, causando malattie e distruzione ambientale. Chomsky ha evidenziato come la strategia americana si concentri più sulla militarizzazione che sulla prevenzione e il trattamento, che sarebbero molto più efficaci nel ridurre il consumo di droga.

  1. La Primavera Araba: Speranze Tradite da Potenze Imperiali

Chomsky ha espresso il suo scetticismo riguardo alla Primavera Araba. Sebbene inizialmente ci fossero speranze di cambiamento, specialmente in Tunisia ed Egitto, gli Stati Uniti hanno sostenuto la restaurazione di regimi autoritari che garantivano i loro interessi. In Egitto, l’esercito è tornato al potere con una dittatura ancora più repressiva rispetto a quella di Mubarak, con il pieno sostegno di Washington.

In Tunisia, il paese che ha avviato la Primavera Araba, le istituzioni democratiche sono ora in crisi, con il governo che sta assumendo tendenze autocratiche. Chomsky ha sottolineato che il sostegno degli Stati Uniti ai dittatori è sempre stato motivato dalla necessità di mantenere il controllo geopolitico della regione.

  1. Conclusioni di Chomsky: Una Lotta Senza Fine per la Giustizia Sociale

Alla fine della nostra intervista, Chomsky ha ribadito che la battaglia contro l’ingiustizia è tutt’altro che conclusa. Secondo lui, solo attraverso la mobilitazione della società civile e la resistenza organizzata è possibile contrastare il potere delle élite economiche e politiche che dominano il mondo. Ha incoraggiato i giovani a non arrendersi e a continuare a lottare per un mondo più giusto e più equo.

Le parole di Noam Chomsky rimangono un potente monito contro l’indifferenza e la complicità. Nonostante la sua età avanzata e le difficoltà di salute, continua a essere una voce di verità e giustizia, sfidando i poteri costituiti e ispirando generazioni di attivisti a immaginare un mondo migliore.

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