Press "Enter" to skip to content

Il Risiko globale e i nani europei

La Guerra dei Missili e il Grande Risiko Occidentale

Non c’è pace per l’Europa, né tregua per la sua classe dirigente, tanto zelante nel seguire ordini altrui quanto incapace di proteggere gli interessi di casa propria. Mentre Biden gioca a fare il generale e Zelensky prova il ruolo del cowboy, l’escalation bellica ha raggiunto un punto di non ritorno. E no, non è propaganda russa, ma matematica militare: missili a lungo raggio da una parte, balistici ipersonici dall’altra. E noi europei? Siamo il bersaglio intermedio, lo scudo umano di un Risiko globale.

La favola della provocazione
Vladimir Putin aveva detto chiaro e tondo: “Missili a lungo raggio in Ucraina? Risponderemo.” Non è stata un’iperbole, né un bluff: una dichiarazione strategica ribadita a più riprese. Biden e i suoi, però, hanno deciso di ignorarlo. Peggio, hanno fornito a Kiev l’arsenale per colpire in territorio russo, scommettendo che il Cremlino avrebbe abbassato la testa. E invece, sorpresa: il missile balistico sperimentale è decollato, mostrando al mondo una capacità devastante e una volontà politica ferrea. Il messaggio? Se volete portare la guerra a casa nostra, noi porteremo l’incubo atomico a casa vostra.

Le anime belle della NATO
Qui casca l’asino, o meglio, il nano europeo. Perché in questo gioco di specchi deformanti, chi provoca non è mai responsabile, chi reagisce è il mostro. È così che i governi occidentali manipolano l’opinione pubblica, spacciando ogni mossa russa come l’ennesima follia di uno Zar isolato e paranoico. Eppure, basta rileggere le cronache: l’allargamento della NATO, le basi piazzate sul confine russo, l’Ucraina armata fino ai denti e poi spinta nel baratro della guerra. Non sono opinioni, sono fatti. Ma i fatti, si sa, non portano voti.

Un missile per svegliarsi
Il nuovo missile russo è un campanello d’allarme che risuona in tutta Europa. Non perché Putin voglia davvero cancellarci dalla mappa, ma perché dimostra una verità scomoda: in uno scontro diretto, siamo indifesi. Le politiche di difesa degli ultimi decenni ci hanno reso dipendenti dagli Stati Uniti, incapaci di agire autonomamente e, peggio ancora, bersagli ideali. Eppure, i nostri leader continuano a suonare il tamburo della guerra, dimenticando che la diplomazia, non le armi, è l’unica strada per evitare il disastro.

L’Ucraina, terreno di scambio
La verità, per quanto amara, è che l’Ucraina è già merce di scambio in un negoziato globale che non avrà nulla a che fare con la giustizia o la libertà. Sarà un accordo di potere, come sempre accade. E in questo gioco, Zelensky è solo una pedina sacrificabile, utile finché può fare pressione su Mosca. Quando non servirà più, sarà accantonato, con buona pace dei suoi sostenitori occidentali.

I nani europei
La vera tragedia, però, non è l’escalation missilistica, ma il vuoto politico europeo. Abbiamo consegnato il nostro destino a leader senza visione, pronti a seguire Washington come pecore al macello. Non c’è un piano per uscire dal conflitto, né una strategia per ricostruire un dialogo con la Russia. Solo un eterno rincorrere la prossima crisi, sperando che la tempesta passi senza travolgerci.

Un’occasione mancata?
Con il cambio di guardia alla Casa Bianca, l’Europa avrebbe un’occasione unica per riscrivere le regole del gioco. Ma servono leader capaci di vedere oltre l’immediato, di smettere di giocare alla guerra e tornare a fare politica. Perché la vera sicurezza non si costruisce con i missili, ma con il dialogo e la cooperazione.

Il rischio, però, è che i nani europei continuino a giocare al Risiko, lasciando che altri decidano il nostro destino. E allora, sarà davvero troppo tardi.

Be First to Comment

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Mission News Theme by Compete Themes.
    mappamundi

    Privacy

    Privacy Policy di OPIG

    Per maggiori dettagli sui dati raccolti e sui cookie visualizzare le diverse informative presenti sul sito.