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Il riconoscimento facciale in Francia

A novembre, il sito Disclose ha rivelato l’uso segreto del software di riconoscimento facciale Briefcam da parte della polizia francese, sollevando preoccupazioni sulla privacy e sulla legalità di tale pratica. Il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha annunciato un’indagine indipendente, le cui conclusioni dovevano essere pubblicate entro tre mesi. Tuttavia, nonostante il termine sia ampiamente superato, i dettagli dell’indagine rimangono confidenziali.Il software Briefcam, sviluppato da un’azienda israeliana, consente l’analisi automatica di immagini da videosorveglianza, identificando veicoli, persone e altre caratteristiche specifiche. Un audit ha rivelato che la funzionalità di riconoscimento facciale è attivata di default dal 2018, sollevando ulteriori dubbi sulla gestione e l’archiviazione dei dati personali raccolti.Nonostante la richiesta di cancellazione dei dati personali da parte di alcune associazioni, un controllo effettuato in seguito ha dimostrato la possibilità di disattivare manualmente la funzione, senza chiarire da quanto tempo fosse disabilitata. Inoltre, un registro degli eventi indica che la funzionalità è stata utilizzata, anche se brevemente, nel febbraio 2023.Questo scenario solleva interrogativi sulla sorveglianza in Francia e sulla trasparenza delle operazioni di polizia. Anche se il governo sembra propenso a legalizzare l’uso della tecnologia di riconoscimento facciale, ciò ha suscitato preoccupazioni tra i cittadini e le organizzazioni per i diritti umani, che temono per le implicazioni sulla privacy e sui diritti civili.

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