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il Burkina Faso e la Francia

Il governo del Burkina Faso ha recentemente ordinato l’espulsione di tre diplomatici francesi, accusandoli di “attività sovversive” legate ai loro incontri con leader della società civile, secondo quanto riportato da Reuters.https://www.reuters.com/world/africa/burkina-faso-expels-three-french-diplomats-subversive-activities-2024-04-18/
La Francia ha respinto queste accuse, definendole infondate.Da quando la giunta militare ha preso il potere nel settembre 2022, il Burkina Faso ha preso le distanze dalla Francia, espellendo le truppe francesi e sospendendo alcuni media francesi, oltre ad accusare ripetutamente funzionari francesi di spionaggio. Nel corso dell’ultimo anno, ci sono stati vari episodi simili, compresa l’arresto di quattro funzionari francesi a Ouagadougou con accuse di spionaggio.Inoltre, le relazioni tra il Burkina Faso e la Francia sono ulteriormente deteriorate, spingendo il Burkina Faso a cercare supporto di sicurezza da Russia, Mali e Niger mentre continua la lotta contro gruppi armati legati ad al-Qaeda e ISIS.Recentemente, Burkina Faso, insieme a Mali e Niger, ha annunciato il ritiro dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS), criticando il blocco per aver imposto sanzioni che considerano inumane e accusandolo di deviare dagli ideali panafricani dei suoi fondatori.

La presenza della Francia in Burkina Faso, inizialmente strutturata attraverso l’operazione Sabre istituita nel 2018, ha rappresentato un pilastro fondamentale della politica di sicurezza francese nel Sahel. Questa missione ha visto il dispiegamento di circa 400 membri delle forze speciali francesi impegnati nel contrasto agli insorti jihadisti. La presenza francese è stata però soggetta a significative evoluzioni a seguito dei cambiamenti politici in Burkina Faso, con l’ascesa al potere di una giunta militare che ha portato alla richiesta e successiva concretizzazione del ritiro delle truppe francesi all’inizio del 2023.Questo ritiro riflette una crescente insoddisfazione regionale nei confronti della presenza militare francese, non solo in Burkina Faso ma anche in altre nazioni del Sahel come il Mali. In risposta, la Francia ha riorientato la propria politica estera e di sicurezza nella regione, in un contesto in cui altre influenze internazionali, come quella russa, hanno iniziato a guadagnare terreno, essendo percepite da alcuni governi locali come alternative geopolitiche più vantaggiose o almeno come opzioni diversificate rispetto al tradizionale legame con Parigi.Nonostante il ritiro militare, la Francia ha mantenuto relazioni diplomatiche con Burkina Faso, esprimendo la volontà di continuare a offrire supporto in forme non militari. Questa transizione da un approccio prevalentemente militare a uno più diplomatico e cooperativo segna un’evoluzione significativa nella politica francese nella regione, che cerca di bilanciare la sicurezza e la stabilità regionale con le crescenti aspettative e le nuove realtà geopolitiche del Sahel.
La giunta militare in Burkina Faso, instauratasi in seguito al colpo di stato del settembre 2022, ha implementato una strategia di sicurezza marcata da un approccio bellico fortemente aggressivo nei confronti dei gruppi jihadisti. Questa strategia ha incluso l’utilizzo di droni militari e il reclutamento coatto di civili tramite i Volontari per la Difesa della Patria (VDP), che sono stati impiegati in operazioni anti-insurrezionali .In aggiunta, il regime ha introdotto leggi d’emergenza volte a sopprimere qualsiasi forma di dissenso, con arresti arbitrari e restrizioni severe delle libertà civili. Queste politiche hanno portato a una riduzione significativa dello spazio civico e hanno suscitato crescenti tensioni con la comunità internazionale, aggravate da rapporti di abusi sui diritti umani come omicidi extragiudiziali e sparizioni forzate Parallelamente, il governo militare ha cercato di gestire la crisi umanitaria e di sicurezza, affrontando l’insorgenza di gruppi armati e mitigando le loro conseguenze sulle popolazioni civili. Tuttavia, le politiche adottate hanno spesso aggravato la situazione per i civili e ostacolato l’accesso agli aiuti umanitari .Questa serie di misure adottate dalla giunta riflette un tentativo di consolidare il controllo statale attraverso metodi autoritari, sacrificando il rispetto dei diritti umani e della stabilità politica interna, il che solleva preoccupazioni significative sotto il profilo geopolitico e dei diritti umani. Questa condotta del regime ha anche potenziali ripercussioni sulla stabilità regionale del Sahel, influenzando direttamente le dinamiche di sicurezza e i rapporti internazionali, in particolare con le potenze occidentali e altri attori internazionali interessati alla regione.

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