Press "Enter" to skip to content

Gli Stati Uniti e il Rilancio dell’Intelligence Economica: Strategia, Influenza e Competizione Globale

L’intervista a Philippe Clerc, presidente dell’Académie de l’Intelligence Économique e dell’Association Internationale Francophone d’Intelligence Économique (AIFIE), offre una visione approfondita sul rilancio dell’intelligence economica da parte degli Stati Uniti. Durante un colloquio su France 24, Clerc ha analizzato le dinamiche che stanno plasmando il settore, mettendo in evidenza le ambizioni americane e le risposte del mondo francofono e globale.

L’Intelligence Economica Americana: Da Skip a un Nuovo Consorzio

Negli Stati Uniti, l’intelligence economica è storicamente rappresentata dalla Strategic and Competitive Intelligence Professionals (Skip), un’associazione fondata nel 1986 per rappresentare i professionisti del settore. Nel corso del tempo, Skip ha evoluto la sua visione, passando dall’intelligence competitiva a una dimensione più strategica, fino a ridefinirsi recentemente come un consorzio internazionale con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento globale per l’intelligence economica.

La nuova identità è stata annunciata a novembre 2023 durante un evento a Praga. In questa occasione, Skip ha presentato una visione globale e ambiziosa, orientata a promuovere l’intelligence economica come una disciplina scientifica, al servizio dello sviluppo umano e della lotta alla povertà. Tuttavia, Philippe Clerc mette in guardia contro la “doppia narrazione” degli Stati Uniti, sottolineando che dietro l’apparente messaggio filantropico si cela una strategia di influenza volta a imporre norme, strumenti e pratiche su scala globale.

La Strategia di Influenza Americana

Secondo Clerc, l’obiettivo principale del rilancio americano è quello di consolidare la leadership globale nell’intelligence economica attraverso diversi strumenti:

• Creazione di Centri di Eccellenza Operativa: Tre centri sono già attivi in Europa (Germania, Romania e Portogallo), con piani di espansione in altre regioni, inclusi Stati Uniti, Africa e Canada.

• Normazione e Certificazione: Skip sta lavorando alla creazione di un corpus di conoscenze e pratiche che saranno standardizzate e imposte come riferimento globale. Questo include l’etica nell’uso del “renseignement d’affaires” e delle informazioni.

• Collaborazione con Istituzioni Accademiche e Aziende: L’iniziativa mira a coinvolgere ricercatori, accademici e professionisti del settore per rafforzare la legittimità del consorzio e promuovere la visione americana.

Clerc critica apertamente questa strategia, descrivendola come una forma di “guerra economica organizzata” che, sotto il pretesto del progresso, cerca di influenzare le percezioni e le pratiche globali, con particolare attenzione ai mercati emergenti.

Il Ruolo di Frost & Sullivan

Un elemento centrale nella nuova strategia americana è la collaborazione con l’Istituto Frost & Sullivan, noto per il suo lavoro sulla previsione delle grandi transizioni economiche e tecnologiche. Frost & Sullivan ha influenzato significativamente l’evoluzione di Skip, promuovendo una visione strategica e prospettica dell’intelligence economica.

Secondo Clerc, questa partnership rafforza la capacità degli Stati Uniti di imporre una dottrina che combina strumenti avanzati, metodi innovativi e una narrativa etica. Tuttavia, egli sottolinea che dietro questa facciata c’è un chiaro obiettivo commerciale: preparare un mercato dominato dai cabinet americani e dalle loro pratiche.

L’Approccio Francese e Francofono: Una Risposta Strategica

In risposta all’offensiva americana, Philippe Clerc ha evidenziato le iniziative francesi e francofone volte a mantenere un approccio autonomo e culturalmente diversificato all’intelligence economica. Tra queste:

• L’Accademia dell’Intelligence Economica: Clerc guida questa organizzazione, che promuove la dottrina francese sviluppata a partire dal rapporto Martre del 1994. L’approccio francese si distingue per l’integrazione delle matrici culturali e per una visione multilaterale della competizione economica.

• Partenariati Internazionali: L’AIFIE ha stabilito collaborazioni con il Forum delle Associazioni Africane di Intelligence Economica e sta sviluppando un contratto tripartito con Skip per garantire una cooperazione limitata e ben definita.

• Il Centro Internazionale di Ricerca e Formazione in Intelligence Economica: Lanciato il 14 maggio, il centro mira a rafforzare le competenze francesi e francofone nel settore, con un focus su formazione e ricerca applicata.

Un’Approccio Multiculturale per l’Africa e l’Asia

La Francia ha anche un forte interesse per l’Africa, dove, nonostante le recenti difficoltà geopolitiche, mantiene legami accademici e istituzionali significativi. L’AIFIE collabora con rappresentanti locali in paesi come Mali, Niger e Burkina Faso, promuovendo un approccio rispettoso delle diversità culturali e dei rapporti di forza regionali.

Inoltre, Clerc sottolinea l’importanza di mantenere un dialogo con l’Africa anglofona e l’Asia, evidenziando la presenza dell’associazione in Sudafrica e Vietnam. Questo approccio multiculturale consente di affrontare le sfide globali con una prospettiva più inclusiva e diversificata rispetto alla dottrina americana.

L’Intelligence Economica: Scienza o Strumento Strategico?

Un tema centrale dell’intervista è la questione se l’intelligence economica possa essere considerata una scienza. Clerc riconosce che, attraverso la normazione e la certificazione, gli Stati Uniti cercano di legittimare l’intelligence economica come disciplina scientifica. Tuttavia, egli avverte che questa classificazione rischia di ridurre la complessità culturale e strategica del settore a un insieme di pratiche standardizzate, favorendo l’egemonia americana.

Conclusioni

L’intervista a Philippe Clerc mette in luce le tensioni tra le visioni americana e francese dell’intelligence economica. Da un lato, gli Stati Uniti perseguono una strategia globale basata su normazione, certificazione e influenza accademica. Dall’altro, la Francia e il mondo francofono cercano di mantenere un approccio autonomo e multiculturale, radicato in una tradizione di analisi e strategia.

In un contesto di competizione sempre più intenso, la sfida sarà trovare un equilibrio tra l’adozione di pratiche globali e il rispetto delle diversità culturali e regionali. Come sottolinea Clerc, l’intelligence economica non deve essere semplicemente uno strumento di potere, ma un mezzo per comprendere e affrontare le complesse dinamiche della globalizzazione.

Be First to Comment

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    Mission News Theme by Compete Themes.
    mappamundi

    Privacy

    Privacy Policy di OPIG

    Per maggiori dettagli sui dati raccolti e sui cookie visualizzare le diverse informative presenti sul sito.