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Campagne di Disinformazione in Armenia: Un Fronte Aperto Contro la Francia


L’escalation di attacchi contro l’immagine della Francia in Armenia, con focus sull’ambasciatore francese Olivier Decottignies, è al centro delle attenzioni della Direzione della Comunicazione e della Stampa del Ministero degli Esteri francese e di Viginum, ente preposto alla lotta contro le interferenze digitali straniere. Campagne diffamatorie, inclusi manifesti e video deepfake, hanno preso di mira Decottignies, accusandolo falsamente di corruzione e ridicolizzandolo. Léo Nicolian, identificato come principale istigatore, ha utilizzato i social media per diffondere disinformazione, risultando nella sospensione del suo account da parte di X. Nonostante Nicolian neghi legami con reti filo-russe, le sue azioni sollevano interrogativi sulle sue motivazioni e sulle possibili influenze esterne.

Questo episodio riflette la crescente complessità delle relazioni geopolitiche nella regione del Caucaso, con la Francia, Armenia, e Azerbaigian come attori chiave. La Francia, cercando di rafforzare i legami con l’Armenia, si trova a fronteggiare una campagna di disinformazione che potrebbe avere radici in interessi contrapposti, possibilmente legati all’Azerbaigian o alla Russia. La disinformazione non solo mira a minare la fiducia pubblica ma anche a influenzare la percezione della politica estera francese nella regione, evidenziando come le campagne digitali possano servire come strumenti di pressione politica e di conflitto asimmetrico.

Il coinvolgimento di Nicolian, con legami nella comunità armena in Libano e frequentazioni nei media statali azeri, suggerisce una potenziale strategia coordinata per destabilizzare le relazioni franco-armene. Questa tattica di disinformazione potrebbe essere vista come tentativo di ridimensionare l’influenza francese nel Caucaso, regione strategicamente importante per i suoi legami energetici e come crocevia di interessi tra potenze regionali e globali.

Inoltre, la convocazione dell’ambasciatore azero a Parigi in seguito a un rapporto di Viginum, che collegava l’Azerbaigian a una campagna online contro i Giochi Olimpici di Parigi 2024, allarga il campo di battaglia informativo a temi globali, mostrando come le campagne di disinformazione possano estendersi ben oltre le questioni regionali.

In conclusione, l’intensificazione delle campagne di disinformazione in Armenia contro la Francia sottolinea l’importanza del monitoraggio e della reazione alle interferenze digitali come parte integrante della diplomazia e della sicurezza nazionale. La sfida sta nel contrapporsi a queste minacce in modo efficace, mantenendo al contempo relazioni bilaterali costruttive in una regione geopoliticamente sensibile.

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