Con l’adesione di Finlandia e Svezia alla NATO, le attività di raccolta di informazioni da parte della Russia nei confronti dei Paesi scandinavi sono notevolmente aumentate. Questo è quanto emerge da un nuovo rapporto dell’Agenzia finlandese di Sicurezza e Intelligence (SUPO), citato dalla Finnish Broadcasting Company (Yle). Secondo il rapporto, Mosca sta ricorrendo sempre più spesso a metodi non tradizionali di spionaggio per aggirare le restrizioni diplomatiche imposte in Europa.
Il declino delle operazioni di spionaggio tradizionali
Le operazioni di spionaggio tradizionali, note come HUMINT (Human Intelligence), si basano tipicamente sull’uso di funzionari dell’intelligence che operano all’interno di strutture diplomatiche, protetti da immunità diplomatica. Tuttavia, la situazione è drasticamente cambiata negli ultimi anni. Come riportato da SUPO, il numero di ufficiali dell’intelligence russa presenti nelle sedi diplomatiche in Finlandia e in altri Paesi scandinavi è “significativamente diminuito”.
Questa riduzione è il risultato delle espulsioni massicce di personale diplomatico russo —inclusi agenti dell’intelligence— avvenute in Europa dopo l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022. Inoltre, diversi Paesi europei, tra cui la Finlandia, hanno sistematicamente rifiutato le richieste russe per l’emissione di nuovi visti diplomatici. Di conseguenza, ambasciate e consolati russi in Scandinavia si trovano ora con personale ridotto e con una limitata capacità operativa in termini di intelligence.
L’uso di metodi non tradizionali
In risposta a queste restrizioni, Mosca ha iniziato a sperimentare nuove modalità di spionaggio. La SUPO avverte che i servizi di intelligence russi stanno sempre più spesso impiegando “collettori non tradizionali di HUMINT”. Questi individui non operano all’interno delle strutture diplomatiche e non godono di immunità, ma si infiltrano nei Paesi scandinavi sotto le vesti di giornalisti, accademici o ricercatori. Questo approccio consente loro di muoversi con maggiore libertà, evitando di attirare l’attenzione delle autorità di controspionaggio.
Il reclutamento di cittadini finlandesi
Parallelamente, i servizi segreti russi stanno intensificando gli sforzi per reclutare cittadini finlandesi. Secondo SUPO, queste attività di reclutamento si concentrano sui finlandesi che vivono in Russia o che viaggiano in altri Paesi europei. Durante questi viaggi, gli agenti russi cercano di convincere i cittadini finlandesi a collaborare, sfruttando vulnerabilità personali o professionali.
Il ruolo della criminalità organizzata
Un altro elemento chiave della strategia russa è l’utilizzo sistematico di criminali per eseguire compiti specifici per conto del Cremlino. Questo fenomeno comprende in particolare il reclutamento di hacker informatici, attratti dal sostegno finanziario e dalla protezione offerti dal governo russo. Tali criminali vengono utilizzati come copertura per condurre operazioni di spionaggio informatico, sabotaggi e campagne di influenza.
Secondo SUPO, la Russia sta creando condizioni favorevoli per gli hacker all’interno del proprio territorio, garantendo loro immunità da azioni legali in cambio della collaborazione con lo Stato. Questi individui partecipano a una vasta gamma di attività, dalle operazioni di cyber-spionaggio al sabotaggio di infrastrutture critiche, fino alla diffusione di propaganda online per influenzare l’opinione pubblica.
La risposta scandinava
Le autorità scandinave stanno intensificando le loro attività di controspionaggio per fronteggiare queste nuove minacce. SUPO ha esortato le istituzioni e i cittadini finlandesi a mantenere un elevato livello di vigilanza, sottolineando l’importanza di segnalare comportamenti sospetti. Inoltre, si prevede un rafforzamento della cooperazione tra i Paesi scandinavi e gli altri membri della NATO per contrastare efficacemente le attività russe nella regione.
Conclusioni
Le mutate condizioni geopolitiche hanno spinto la Russia a rivedere le proprie strategie di spionaggio, ricorrendo a metodi non convenzionali per aggirare le restrizioni diplomatiche. L’aumento delle operazioni sotto copertura e l’uso della criminalità organizzata rappresentano una sfida significativa per i Paesi scandinavi e per l’intera alleanza atlantica. La capacità di rispondere a queste minacce dipenderà dall’efficacia delle contromisure adottate e dalla collaborazione internazionale nel contrastare le attività di intelligence russa.
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