Press "Enter" to skip to content

A proposito dell’attentato a Mosca

All’ombra di una narrazione infarcita di disinformazione, il Cremlino continua a sostenere con fermezza che dietro l’attacco attribuito allo Stato Islamico vi sia la mano di Ucraina e paesi occidentali. Le fondamenta di tale accusa? Le cosiddette confessioni dei sospetti, ottenute in circostanze fortemente criticate per la loro efferatezza. Nonostante la gravità delle accuse, prove concrete latitano.La vicenda si allarga, inglobando accuse verso servizi segreti americani, britannici, israeliani e perfino francesi, dipinti come mentori di Kiev e coinvolti “probabilmente” negli eventi. La situazione, per quanto tragicamente seria, sfiora il ridicolo, se non fosse che tali affermazioni sono destinate a un pubblico interno, trovando eco in ambienti complottisti occidentali.Lo Stato Islamico, a sua volta, non ha perso l’occasione di puntare il dito contro la Russia, affermando che con le sue accuse verso l’Occidente, Mosca ha di fatto ammesso la propria incapacità di contrastare l’organizzazione. In una svolta ironica, il portavoce del gruppo terrorista ha persino invitato i “naufraghi del complotto” a generare ulteriori teorie della sconfitta.Sul fronte dei fatti, ricordiamo che la proclamazione del califfato da parte dello Stato Islamico risale al 29 giugno 2014, un movimento che ha visto succedersi diversi leader dopo la morte del fondatore, Abu Bakr al-Baghdadi, nel 2019. L’attentato di Mosca, tuttavia, è stato rivendicato direttamente dall’IS piuttosto che dalla sua branca del Khorasan, evidenziando un attacco non solo verso la Russia in quanto Stato ma anche per ciò che rappresenta come nazione cristiana.Tra i dettagli emersi, vi sono le difficoltà tecniche incontrate dagli attentatori, la loro preparazione e la fuga nel bosco, oltre al ricordo dell’attacco al volo della Metrojet nel Sinai del 2015, come risposta all’intervento russo in Siria.Le autorità russe, da parte loro, hanno rivelato che gli attentatori avevano effettuato ricognizioni preliminari e che, al momento dell’attacco, potrebbero essere stati sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, forse captagon.La minaccia attuale si estende su scala globale, con appelli dello Stato Islamico a compiere attacchi durante il mese sacro del Ramadan, mirando in particolare contro cristiani e ebrei, nonché contro le truppe americane in Iraq. Allo stesso tempo, Al-Qaeda non resta a guardare, annunciando una nuova edizione della sua rivista “Inspire”, mantenendo alta la tensione. nonostante miglioramenti nella sicurezza dal 2015, il terrorismo rimane un fenomeno imprevedibile e fluido, richiamando all’importanza di una cooperazione internazionale serrata nel campo dell’intelligence, in un contesto dove le minacce possono emergere tanto dall’interno quanto dall’esterno o da cellule già infiltrate

Be First to Comment

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

    Mission News Theme by Compete Themes.